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Morì nel cantiere mentre installava pannelli fotovoltaici, a giudizio i titolari

Morì nel cantiere mentre installava pannelli fotovoltaici, a giudizio i titolari

Pino Esposito

Pino Esposito

Morì sotto il crollo del tetto su cui stava lavorando. Per la morte di Giuseppe Esposito, 37 anni, di Minturno devono rispondere del reato di omicidio colposo Raffaele Bevilacqua di Minturno e Raffaele Vernucci di Formia. Il primo in qualità di datore di lavoro della vittima e titolare della ditta che stava eseguendo i lavori sul tetto, il secondo invece in qualità di committente dei lavori, la «Eco service».

La tragedia si verificò l’11 maggio del 2011 nella zona industriale di Penitro a Formia nello stabilimento della «Eco service», specializzata nella manutenzione di cassonetti di rifiuti e stava facendo realizzare una copertura di pannelli fotovoltaici. L’operaio stava allestendo un impianto fotovoltaico sulla copertura di un capannone, quando il pavimento sotto i suoi piedi si è sgretolato. Fu un volo di dodici metri. Il 37enne era dipendente di una società di Marina di Minturno specializzata nell’installazione di impianti fotovoltaici, la «Euro installazioni».

Esposito, al momento dell’incidente, stando ad una prima ricostruzione dei fatti, stava lavorando da solo sul tetto, mentre suoi colleghi erano impegnati in altre attività. All’improvviso il solaio, fatto di lastre di amianto ed una controsoffittatura, ha ceduto – forse non ha retto al peso. Non c’è stato niente da fare, è caduto nel vuoto. Morì sul colpo. Sul posto arrivarono i carabinieri della compagnia di Formia che avviarono le indagini del caso ed informarono dell’accaduto il sostituto procuratore della Repubblica, Vincenzo Saveriano, che ha aprì un fascicolo di inchiesta per accertare responsabilità in materia di sicurezza su lavoro.

Quindi la chiusura delle indagini e poi ieri l’udienza davanti al gup di Latina Costantino De Robbio. Al termine della discussione il pm Monsurrò ha chiesto il rinvio a giudizio per entrambi gli imputati Bevilacqua e Vernucci, difesi rispettivamente dagli avvocati Massimo Signore e Luca Scipione. Il gup dopo essersi ritirato in camera di consiglio ha deciso che la causa vada trattata nel merito. Il processo inizierà il 6 novembre davanti al giudice monocratico del tribunale di Gaeta. Si è costituita parte civile l’associazione invalidi e mutilati civili.

Fonte: Latina Oggi

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