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Processo Ego Eco, consulenti in aula per contestare le accuse del pubblico ministero

Processo Ego Eco, consulenti in aula per contestare le accuse del pubblico ministero

Ego Eco, deposito ex Asia

Ego Eco, deposito ex Asia

Dedicata all’audizione di tre consulenti della difesa e di un dipendente amministrativo, l’udienza di ieri ha concluso la fase dibattimentale del processo <Ego Eco>. Il giudice Carla Menichetti con il consenso delle parti ha fissato il nuovo calendario di udienze che prevede per il prossimo 13 giugno un’udienza straordinaria dedicata all’eventuale testimonianza di un ultimo test a discarico, per concludersi con la requisitoria del pm togato Giuseppe Miliano.

Sarà seguita dalle prime arringhe a cura dei dei difensori di Giuseppe Sardelli e Simone Liberato. L’ex sindaco e l’impiegato sono accusati insieme al consigliere regionale uscente Romolo Del Balzo, Anna Antonia Romano, Carmine Violo, Anacleto Fini, Gerardo Ruggeri, Michele Camerota, Giuseppe Papa, Vittorio e Augusta Ciummo, di aver agito in danno del comune di Minturno nell’ambito dell’esecuzione dell’appalto per la gestione della raccolta dei rifiuti e spazzamento delle strade.

Per la procura della Repubblica di Latina sarebbero incorsi nei reati di frode in pubblici appalti e truffa allo Stato, ma il giudice Menichetti pronincerà la sentenza del giudizio di primo grado il prossimo 3 luglio. In aula ieri le difese di Ciummo e di Romano hanno schierato tre consulenti per confutare la tesi della perizia della procura affidata all’ingegner Boeri, elemento importante del castello accusatorio.

Dopo il chimico industriale Giovanni Parravani ha testimoniato Vincenzo Delli Colli. In una controperizia, in cui ha esaminato anche documenti interni e alla Ego Eco e comunicazioni al comune, il consulente sostiene che il personale, i mezzi e le attrezzature impiegate dalla ditta erano superiori a quelli previsti dal capitolato d’appalto.

Sette gli operai in più, senza considerare una quindicina di stagionali e 272 le attrezzature. Il pm Miliano ha contestato però come i documenti esaminati si riferiscano in realtà ad un arco di tempo limitato. A lui ed al consulente tecnico – economico Claudio Oberlechner che ha sostenuto in aula come in una sentenza siano stati verificati costi sostenuti da Ego Eco e Cic & Clean superiori per oltre 4 milioni di euro rispetto alle previsioni del capitolato d’appalto, ha contestato anche l’incongruenza dei dati raggiunti dalla raccolta differenziata.

I test a discarico hanno inoltre giustificato il lievitare del 40 per cento dell’appalto con il meccanismo delle revisioni in corso d’appalto. L’impiegato Achille Sangiovanni ha tentato invece le mansioni e dunque le responsabilità di Anna Romano, nel periodo in cui era stata amministratrice della ditta appaltatrice.
Antonello Fronzuto

La Provincia 16-05-2013

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