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Nasce il Cna Balneatori Lazio, tra gli aderenti i concessionari demaniali di Scauri

Nasce il Cna Balneatori Lazio, tra gli aderenti i concessionari demaniali di Scauri

Mare e ombrelloni

Mare e ombrelloni

Si è costituito, lo scorso 14 maggio, a Tor San Lorenzo di marina di Ardea, in provincia di Roma, Cna Balneatori Lazio. Al gruppo costituente iniziale, composto dai concessionari demaniali di Scauri Minturno in provincia di Latina già aderenti alla Cna e rappresentati da Raffaele Cappuccia ( Presidente ) e da Salvatore Camerota, entrano a far parte anche i titolari degli stabilimenti balneari di Ardea rappresentati da Roberto Topa.

Insieme, costituiscono la rappresentanza sindacale di Cna Balneatori del litorale della regione. La compagine sindacale è coordinata dal collega Claudio Capezzuoli, responsabile dell’unione “servizi alla comunità” della Cna di Roma

“Al centro della discussione la problematica inerente il futuro delle attuali imprese balneari italiane – si legge nella nota stampa – Cna balneatori chiede che si torni ad affrontare la questione del turismo balneare, per una sua definitiva soluzione, al fine di ridare certezza per il futuro ad un settore imprenditoriale ed economico che contribuisce e partecipa fortemente al raggiungimento degli obiettivi socio economici delle nostra nazione e delle nostre regioni. Stando alla ricerca di Unioncamere presentata nell’ambito della prima edizione degli Stati generali delle Camere di Commercio sull’economia del mare, la Blue economy delle regioni costiere fa registrare – in media – un valore aggiunto pari a oltre 800 milioni di euro, con un’incidenza superiore al 3% sul totale dell’economia e con circa 300 mila addetti. Le imprese operanti nell’economia del mare, anche in questo caso, rappresentano più del 3% rispetto a quelle complessivamente attive nel Paese”.

“Insomma – prosegue la nota del Cna – stiamo parlando dell’industria del turismo e nella fattispecie del turismo balneare e costiero, che tira fuori numeri da macroeconomia. Per tutelare questi numeri, per far ripartire gli investimenti, ormai fermi, e garantire i livelli occupazionali, evitando aste ed evidenze pubbliche alle attuali concessioni demaniali marittime. In pratica, per evitare che questa economia, ben conosciuta, affidabile, tenace – si fermi, è urgente riaprire in Ue la trattativa sulla questione balneare italiana. Le Regioni, le Province e i Comuni si sono espressi per evitare l’evidenza pubblica. Il Parlamento italiano, con i suoi due rami, ha già fatto lo stesso”.

“La proroga al 2020 – conclude Cna – è un risultato minimo, ma alla politica chiediamo adesso che la discussione non riparta da zero, ma dai punti che sono al centro della mobilitazione delle imprese turistiche italiane per attuare, anche con il sostegno degli europarlamentari, una strategia autorevole nei confronti dell’Europa, che riapra il confronto sulla vertenza balneare. Ha partecipato ai lavori Cristiano Tomei, coordinatore nazionale di Cna balneatori”.

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