Velok a Minturno, tra polemiche e normative

Velok a Minturno, tra polemiche e normative

Installazione Velok a Scauri (foto di Mauro Iannotta)

Installazione Velok a Scauri (foto di Mauro Iannotta)

Il Comune di Minturno si è messo al pari degli oltre 300 enti che in tutta Italia hanno installato le colonnine dei Velok. Lo abbiamo scritto ieri su Minturnet, testimoniando anche con foto mentre le colonnine arancioni venivano montate sulla Via Appia, a Scauri alto.

La notizia non ha mancato di suscitare opinioni contrastanti tra l’indignazione di moltissimi cittadini, che mal tollerano tali dispositivi visti come strumenti per “fare cassa” e il plauso di altri che invece ritengono che possano essere un deterrente contro quegli automobilisti con il piede troppo pesante. Ad ogni modo, è bene capire quale sia il ruolo di tali dissuasori, chiamati anche Speedcheck, che dovrebbero ricordarci il limite di velocità.

A Minturno sono stati montati su strade dove il limite di percorrenza è di 50 chilometri orari. Strade che passano per centri urbani. La mappatura prevede l’installazione di due o tre colonnine sull’Appia a Scauri alto, uno in zona Dogana a Marina di Minturno, due su Via per Castelforte, uno in Via Simonelli e quattro verranno dislocati sul lungomare. I velok minturnesi “colpiscono” in entrambe le direzioni di marcia.

Generalmente queste colonnine sono “vuote”, ma in alcuni casi possono anche essere “armate” di autovelox, come già sperimentato dal Comune di Spigno Saturnia sulla Sr640 e così sarà anche a Minturno. In questo caso, se sono affiancate da una pattuglia dei vigili, possono fungere da rilevatori di sanzioni. Da una parte il successo di questo particolare tipo di “dissuasore” è grande: difatti le colonnine in questione, ideate dalla Confservizi Veneto nel 2007, sono già state adottate da oltre 300 comuni in tutta Italia, per esempio a Roma, Lucca, Frosinone e Biella, dove sono state installate in totale più di 3000 colonnine, riscontrando una riduzione delle infrazioni del 70%. Solo a Verona nel giro di otto mesi sono state registrate 1800 multe.

Queste sanzioni però oggi rischiano di essere invalidate, o almeno contestate, in quanto, sulla base delle ambigue dichiarazioni del Ministero dei Trasporti, i Velok non sarebbero riconosciuti nell’ambito della segnaletica stradale: “I manufatti in oggetto non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal Nuovo Codice della Strada e dunque per essi non risulta concessa alcuna approvazione. Poiché non possono essere qualificati come impianti, probabilmente non potranno essere ricondotti alla futura nuova disciplina. […] L’eventuale impiego come componenti della segnaletica non può essere autorizzato”. Questa è parte del testo del parere n°4295 del 24 luglio 2012, emesso direttamente dal Ministero.

Di conseguenza, a seguito di queste affermazioni, il Velok non risulta essere né un impianto e né un segnale stradale; l’unico impiego possibile dovrebbe essere quello di misuratore di velocità, con l’autovelox installato al suo interno: però solamente se vi sono degli agenti in sua prossimità. Al contrario, se sono “vuote”, per il Ministero sono oggetti non riconosciuti a lato della carreggiata: da qui sorge la questione, che ha portato e sta portando numerosi automobilisti a contestare le multe ricevute.

Giuseppe Mallozzi

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