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Fondi regionali, si allarga l’inchiesta. Tra gli indagati anche Romolo Del Balzo

Fondi regionali, si allarga l’inchiesta. Tra gli indagati anche Romolo Del Balzo

Il consigliere regionale Romolo Del Balzo

Il consigliere regionale Romolo Del Balzo

Nell’elenco delle tredici persone indagate dalla Procura di Roma per le spese fatte con i soldi destinati al Pdl dalla Regione Lazio è finito anche Romolo Del Balzo e si sta valutando la posizione di Stefano Galetto, entrambi appartenenti allo stesso gruppo.

L’ex consigliere regionale di Minturno sarà sentito dal pm giovedì prossimo a proposito della lista delle spese di rappresentanza sostenute. Ma analoghe contestazioni sono previste per Stefano Galetto per il quale all’inizio dell’indagini si scoprì un finanziamento non del tutto giustificato per un’associazione sportiva di Latina.

Come si sa la Procura di Roma ha allungato la lista degli indagati per peculato, ossia per l’uso improprio dei fondi regionali per il gruppo del Pdl. Vicenda scoperta dopo l’arresto di Franco Fiorito, il consigliere di Anagni arrestato e che a sua difesa ha sempre sostenuto che le modalità di spesa dei soldi del gruppo erano parte di un «sistema» cui partecipavano tutti.

Le nuove iscrizioni sul registro degli indagati, secondo quanto emerso in questi giorni, sono arrivate dopo mesi di verifiche sui conti dei consiglieri, alcuni dei quali ormai ex, come nel caso di Galetto e Del Balzo. Come si ricorderà negli interrogatori seguiti al suo arresto, Franco Fiorito ha sempre affermato che non faceva altro che ciò che facevano tutti gli altri. E in pratica, secondo tali dichiarazioni, tutti avrebbero usato i soldi del gruppo per fini personali, tipo acquisto di beni assolutamente estranei all’uso della rappresentanza politica e della propaganda del partito sul territorio che in fondo era la finalità istituzionale per la quale sono stati istituiti i fondi economici per i gruppi consiliari.

Resta da capire quale sarà la difesa dei nuovi indagati. E comunque dall’esame della lista delle spese effettuate anche da altri gruppi consiliari erano emerse anomalie tali da far ipotizzare che effettivamente alla Regione Lazio fosse una «moda diffusa» quella di usare i soldi dei gruppi per scopi di tipo personale o in qualche modo non attinenti l’attività di rappresentanza del singolo consigliere comunale. Questa svolta fa supporre che l’indagine è tutt’altro che chiusa.

Fonte: Latina Oggi

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