Minturno, il mare corrode gli abusi edilizi

Minturno, il mare corrode gli abusi edilizi

Abusivismo edilizio al Garigliano (foto di Sergio Nazzaro)

Abusivismo edilizio al Garigliano (foto di Sergio Nazzaro)

Risale agli anni Sessanta l’inizio della cementificazione selvaggia del litorale tra la Campania e il basso Lazio. La località Pantano Arenile si trova tra il monte d’Argento e la foce del Garigliano. In tanti anni qui sono sorte come funghi case abusive, costruite a ridosso del mare da abitanti della zona e delle province di Napoli e Caserta, che hanno edificato le loro villette a due passi dal mare.

Le foto mostrano come le case e i lidi siano spesso realizzati con mezzi di fortuna, come tapparelle o pezzi di persiane usate come copertura per i cancelli, porte dei lidi costruite con le reti dei materassi, pezzi di lamiere arrugginite usate per edificare dei casotti.

Alcuni lidi sono attivi, di altri restano solo il relitto e le crepe nel pavimento, causato dall’erosione della costa che ha divorato buona parte del litorale. In un documento di Legambiente del 2004 si legge che “l’area è classificata quale area TI /Tutela Integrale – fascia costiera ad alto valore paesaggistico, e l’Osservazione del Comune di Minturno chiede che la fascia di tutela costiera sia “ridotta dagli attuali 300 metri a 160 metri, fino a coincidere con la via Pantano Arenile”.

Abusivismo edilizio al Garigliano (foto di Sergio Nazzaro)

Abusivismo edilizio al Garigliano (foto di Sergio Nazzaro)

In quei 140 metri, attualmente la fascia costiera di Minturno risulta “tarlata” da un continuum edilizio disordinato e, in alcune parti, di scarsa qualità. L’Osservazione dell’amministrazione comunale di Minturno è stata respinta dalla Regione poiché “non compatibile con le esigenze di tutela paesaggistica dell’area”.

“In quella zona ci sono delle strutture sulle quali pende ordinanza di abbattimento – spiega l’assessore all’urbanistica del Comune di Minturno, Fabio Saltarelli – e abbiamo ricevuto dalla Regione l’appalto per la costruzione di una scogliera che riduca il rischio di erosione del litorale. Sarà pronta dopo l’estate”.
Ivano Cirillo

Fonte: Repubblica.it

 

 

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