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Punto di primo intervento, no alla chiusura. Vertice dei sindaci all’Asl per difendere il presidio

Punto di primo intervento, no alla chiusura. Vertice dei sindaci all’Asl per difendere il presidio

L'ex ospedale di Minturno

L’ex ospedale di Minturno

Il Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Minturno non può essere chiuso, nemmeno parzialmente, per la mole di lavoro che svolge e per la funzione di filtro che ha per l’ospedale Dono Svizzero di Formia. In sintesi è questa la posizione dei sindaci del sud pontino, che ieri mattina si sono incontrati a Latina con il direttore generale della Asl provinciale Renato Sponzilli.

Un vertice al quale hanno partecipato il sindaco di Minturno Paolo Graziano e il delegato ai rapporti con la Asl Americo Zasa ed i primi cittadini Patrizia Gaetano (Castelforte), Vincenzo Di Siena (Santi Cosma e Damiano) e Franco Simeone (Spigno Saturnia).

Come è ormai noto, da tempo, si parla della chiusura parziale del Punto di Primo Intervento di Minturno, argomento che è stato oggetto anche di una riunione con Marina Capasso, direttore sanitario del presidio sud.

La rappresentanza dei sindaci del sud pontino ha detto no ad ogni tipo di ridimensionamento, che, avrebbe visto la chiusura del P.P.I. minturnese da mezzanotte alle otto nel periodo estivo e dalle venti alle otto nel periodo invernale. Eventualità che sono state respinte in maniera netta dal sindaco Graziano e dal delegato Zasa, supportati in ciò anche dagli altri tre primi cittadini. Quindi la riunione, definita informale, si è chiusa con un accordo: i sindaci dovranno inviare allo stesso Sponzilli una nota, nella quale si chiede la permanenza dell’apertura del Punto di Primo Intervento per 24 ore.

«In verità – ha affermato il sindaco Graziano – una richiesta del genere l’avevamo già inviata alla Regione Lazio subito dopo l’ultima riunita effettuata, perché un punto di primo intervento che raccoglie un vasto bacino d’utenza non può essere chiuso anche in maniera parziale».

Sulla stessa lunghezza d’onda il delegato Americo Zasa, il quale ha ricordato «l’alto numero di interventi effettuati dal P.P.I. di Minturno. Non è pensabile dirottare tutto sul pronto soccorso di Formia, già intasato in condizioni normali. Questo servizio di Minturno – ha concluso Zasa – costituisce da filtro per il pronto soccorso di Formia, che viene sgravato di una parte del lavoro proveniente da tutto l’estremo lembo del sud della provincia».

L’utilità dell’ex pronto soccorso di Minturno è indubbia e ieri tutti gli amministratori del sud pontino lo hanno fatto notare al massimo dirigente della Asl provinciale, che ha preso atto della posizione assunta dai responsabili dei vari Comuni presenti al summit.

Fonte: Latina Oggi

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