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Violenza sessuale, chiesta la condanna del postino di Marina di Minturno

Violenza sessuale, chiesta la condanna del postino di Marina di Minturno

L'aula di un tribunale

L’aula di un tribunale

È alle battute finali il processo che vede Saverio Di Cosola seduto alla sbarra degli imputati con l’accusa di violenza sessuale. Ieri nell’udienza che si è tenuta davanti al giudice del Tribunale di Latina Mara Mattioli, la pubblica accusa sostenuta dal pm Eleonora Tortora ha chiesto per l’uomo una condanna ad un anno e due mesi nei confronti del postino originario di Carinola in provincia di Caserta.

I fatti contestati erano avvenuti il 10 aprile del 2012 a Minturno quando l’uomo aveva costretto la donna a cui aveva recapitato la corrispondenza ad avere un rapporto sessuale. L’inchiesta che aveva portato all’iscrizione del portalettere sul registro degli indagati era stata coordinata dal sostituto procuratore Maria Eleonora Tortora e dai carabinieri della stazione di Minturno e dopo la denuncia della donna per l’ uomo era scattato l’arresto.

Inoltre per Di Cosola la Procura aveva chiesto il giudizio immediato, un rito previsto quando c’è l’evidenza della prova. L’imputato attualmente è sottoposto agli obblighi di polizia giudiziaria e aveva dichiarato, durante le indagini preliminari, e nel corso dell’interrogatorio di convalida che era stata la donna ad invitarlo nella sua abitazione per gli auguri di Pasqua. Una ricostruzione che aveva convinto il gip che lo aveva scarcerato.

Secondo la denuncia della parte offesa, una 38 enne di Marina di Minturno, l’uomo prima di Pasqua le avrebbe rivolto dei complimenti e il giorno successivo avrebbe tentato di baciarla, alla presenza di uno dei suoi tre figli minorenni. Secondo quanto affermato dalla vittima il postino l’avrebbe spinta vicino al muro, palpeggiandola nelle parti intime. La donna si sarebbe divincolata e una volta rientrata nell’appartamento ha chiamato i carabinieri.

In aula si torna l’11 giugno quando sarà la volta della difesa dell’uomo che dovrà smontare tutto il castello accusatorio. Toccherà poi al giudice dichiarare chiusa l’istruttoria dibattimentale e ritirarsi in camera di consiglio e decidere se condannare o meno il postino.

Fonte: Latina Oggi

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